Fear Party

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É un paradiso terrestre a rovescio, il negativo di un Eden biblico in cui un uomo e una donna si sfidano in un gioco di ruolo ruvido e pericoloso, attraverso un amplesso primordiale rigurgitante erotismo allo stato puro.

Lui e lei sono ugualmente nudi dalla cintola in su, ugualmente sudati, sporchi di terra e forse di sangue.

Ma, quanto lui è possente e quasi femminile nella rotondità dei muscoli pieni, tanto lei appare prosciugata, lineare, maschile nella sua selvaggia eppure intellettualissima energia.

Una cacofonia industriale s’impasta con versi di animali, stridii di scimmie o uccelli, in una giungla stillante vapore.

Adamo ed Eva si stanano e si rincorrono, ogni tanto danzano anche, con bello stile, capaci di infondere plasticità e peso e slancio a movimenti che tenderebbero a inciampare su se stessi, proprio come quando la carica di un giocattolo meccanico si esaurisce.  

Ma non c’è tempo per pensare a questo, perché raffiche di mitra falcidiano ogni cosa nella boscaglia e sentiamo girare su di noi, su di loro, le pale di un elicottero. Potrebbe la morte liberare da tanto orrore?

L’uomo e la donna non lo sanno, tentano di nascondersi l’uno nell’altra ingaggiando una nuova battaglia di “penetrazioni” violente che si risolvono continuamente nella sconfitta di un “parto” contro natura. Non c’è nodo che sia sufficientemente stretto, non c’è rantolo abbastanza convincente per arrestare l’eterna catena di violenza e rinascita, anche se è la paura il motore che la attiva.

Enzo Cosimi con Fear Party firma un’opera “al nero” di estrema concisione e potenza, con pennellate Bauhaus nel bianco degli oggetti di scena e nel rosso del cavo del microfono. E va ammirato, oltre che per la scelta di due eccellenti interpreti, Paola Lattanzi e Pablo Tapia Leyton, anche per la capacità di raggiungere il parossismo espressivo attraverso una struttura drammaturgica quasi sbocconcellata, grezza e volutamente “non finita”.

 

 

Fear Party

Regia, coreografia, scene, costumi Enzo Cosimi

Interpretazione e collaborazione alla coreografia Paola Lattanzi, Pablo Tapia Leyton

Musica Chris Watson

Disegno luci Gianni Staropoli

Produzione Compagnia Enzo Cosimi, MIBACT in collaborazione con Amat

Teatro India, 15 dicembre 2015, Roma

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