Fiordalisi

fiordalisi2Al centro del piccolo palco una figura femminile se ne sta seduta assorta, immersa in un suo mondo di pensieri e visioni. E sarà sempre con questo sguardo dislocato, vagante, interrogativo e incredulo che dopo un po’ lei si alzerà, si annoderà un fazzoletto sotto al mento e danzerà. Sola, in un dialogo con i propri ricordi, cercando di tenere a bada le emozioni e di trasfigurarle in gesti delle braccia e del busto, in uno stropiccio di piedi flamenchi, in pose poco convinte e già stanche da antica cacciatrice o pescatrice. Ma la preda, sembra di capire, è lei, rimasta prigioniera di un passato che l’ha svuotata, scavando nel suo grembo e facendone scafo di barca; regalandole un fremito al posto del sorriso.

Lei danza, tutto ciò che le rimane è un corpo, forte malgrado lo spirito domato. Un corpo capace di concentrarsi così tanto su di sé da mutarsi, farsi giovane, sinuoso, lirico; mai soggiogato fino in fondo dalla vita, anche se questa vita pare sia stata soprattutto dolore e morte. Alla fine, resta uno sfarfallio di azzurro, negli occhi di lei, nel fazzoletto sul suo capo, nei Fiordalisi del titolo.

Bravissima e coraggiosa, Raffaella Giordano si riappropria trenta anni dopo (era il 1995) di un suo lavoro giovanile, ed è con ammirato e commosso stupore che oggi la guardiamo nuovamente in questo assolo, incredibilmente perfetto, creato durante la giovinezza, veramente compiuto con questa reinterpretazione della piena maturità artistica e anagrafica. Un regalo che #DNAmemory14 Romaeuropa e la Giordano hanno fatto a tutti noi. Grazie.

Fiordalisi

coreografia e interpretazione Raffaella Giordano
luci Maurizio Viani
musiche originali Bruno de’ Franceschi
collaborazione alla drammaturgia Danio Manfredini
esecuzione tecnica Marco Cassini
produzione Associazione Sosta Palmizi 1995
in collaborazione con Comune di Longiano (FO) e Comune di Cortona (AR)
si ringraziano inoltre Clelia Moretti per la collaborazione al progetto, Hubert Westkemper per l’editing audio, Giovanni Vitaletti per l’esecuzione al pianoforte
registrazioni effettuate presso Baby Record – Milano

9 novembre 2014, Teatro Piccolo Eliseo, Roma

 

Un Commento

  1. Pingback: Immaginare la danza. Corpi e visioni nell’era digitale. # Parte seconda | I blog di Monica Vannucchi

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