Calore 1982/2012

Molto Dolce e Gabbana sembrerebbe oggi a una superficiale occhiata Calore di Enzo Cosimi, presentato l’altra sera al teatro Palladium di Roma. Ma poiché si tratta di una ripresa della coreografia del 1982, siamo chiamati a interrogarci a fondo su quanto anticipatore di tendenze e sensibilità sia stato l’allora giovanissimo coreografo italiano, che debuttava con questa sua creazione appena rientrato da una fruttuosa esperienza negli USA. 

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Oggi è facile dare le cose per scontate: il nitido rettangolo di fondale turchese che ci scaraventa dentro alle acque di una piscina affacciata sul Mediterraneo; il carico di limoni proveniente forse da un carretto siciliano, che rotola sul pavimento; le canottiere e le mutande maschili, bianche di candeggio e di sole; il profumo di un arancio mangiato a morsi, che  invade la platea e invita a soffermarsi con lo sguardo sulle labbra di una lolita dall’aria fintamente annoiata. Adesso, con l’esperienza di trent’anni di pubblicità allusive, di saccheggio della cultura “classica” a scopi commerciali, di sfruttamento e mercificazione degli archetipi della mediterraneità, sembra semplice e ovvio: eppure sì, è così, il bellissimo lavoro di Cosimi, era e resta uno spettacolo tutto italiano, nel senso alto del termine. Ed è anche un inno alla giovinezza “che si fugge tuttavia”, un tuffo rigenerante in un universo di smanie, di fregole, di gesti allusivi. Una sferzata di energia, che viene dai corpi, dai suoni, dai colori, orchestrati in una partitura talmente ben congeniata da restare nascosta in filigrana. Perciò lo spettacolo sembra crescere, svilupparsi su stesso, nutrirsi del proprio respiro come un organismo vivo e pulsante. E palpitanti e vivi, sono i corpi dei quattro giovani e intelligenti interpreti: Francesco Marilungo, Riccardo Olivier, Francesca Penzo, Alice Raffaelli, perfetti sia nei grumi gestuali e nei bronci, sia nelle parti più tecniche che si snodano nitidamente lungo diagonali e geometrie spaziate, o si articolano tra gli sgargianti oggetti di scena. 

Da vedere, rivedere, raccontare. Perché, come auspica Marinella Guatterini, curatrice del progetto RIC.CI  (reconstruction italian contemporary coreography anni 80/90), divenga parte del repertorio del contemporaneo teatro di danza.

 

 

Calore 1982-2012, regia, coreografia, scena, costumi: Enzo Cosimi musiche a cura di  Enzo Cosimi

Disegno luci Stefano Pirandello

interpreti Francesco Marilungo, Riccardo Olivier, Francesca Penzo, Alice Raffaelli

nell’ambito del progetto RIC.CI, ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini

Teatro Palladium, 2 febbraio 2013, Roma

 

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  1. la regina della patata al forno

    Ehi Monica riesci sempre a cogliere, vedere, indagare nelle pieghe di quello che vedi…brava mi aiuti sempre a capire quello che ho visto, che mi rimane lì dentro a viaggiare in modo casuale in uno spazio della mente, che non è neanche memoria, diciamo un’impressione…

  2. Che bella recensione: comunica intensamente tutta la freschezza di questo spettacolo, e fa venire una gran voglia di vederlo!

  3. Pingback: I blog di Monica Vannucchi

  4. Pingback: Immaginare la danza. Corpi e visioni nell’era digitale. # Parte seconda | I blog di Monica Vannucchi

  5. Pingback: Fear Party | I blog di Monica Vannucchi

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