Regali di Natale

Se volete essere veramente generosi con qualcuno, o anche solo con voi stessi, quest’anno regalatevi la lettura lenta e goduriosa di un libro particolare; che non sia un’ultimissima uscita, ma neanche un classico, che racconti storie ma ponga anche domande, che faccia sognare con bellissime immagini o che stimoli l’intelligenza. Ecco qui alcuni suggerimenti per pigre ma proficue vacanze natalizie. Si parla di libri intorno alla danza, naturalmente.

Le storie:

Alessandro Pontremoli, La danza. Storia, teoria, estetica nel Novecento, Editore Giuseppe Laterza e figli, Roma – Bari, 2004.    download

Scritto da uno dei nostri migliori studiosi, docente all’Università degli Studi di Torino, questo volume offre un panorama della danza del secolo scorso da un punto di vista interessante e trasversale, innervando il discorso con solide competenze filosofiche e antropologiche. Molto stimolante il capitolo dedicato a “le etichette critiche” con i ragionamenti intorno a le nuove danze e a la danza d’autore.

Storia della danza italiana José Sasportes, a cura di, Storia della danza italiana, dalle origini ai nostri giorni, EDT Torino, 2011. Chi desidera una storia del ballo teatrale sulle scene italiane si rivolga a questo testo, curato dal famosissimo storico portoghese, fondatore della rivista La danza italiana, e impreziosito da illustri contributi. Si tratta in questo caso di un testo molto specifico, rivolto ad appassionati cultori del balletto e anche del teatro d’opera.

La cronaca:     9788866391272

Deborah Bull, La danza di ogni giorno, EDT, Torino 2012. Questo titolo, originale e coraggioso nel mercato editoriale, pubblicato nella collana Biblioteca della cultura musicale, compare in italiano un anno dopo l’originale inglese e merita l’azzardo. Deborah Bull è stata Principal dancer del Royal Ballet di Londra e dimostra di avere anche ottime qualità come narratrice. La vita vera, senza mistificazioni, di una ragazza che ha scelto di diventare ballerina è raccontata con ritmo, con uno sguardo lucido che non nasconde nulla della durezza e della crudeltà di un ambiente estremamente competitivo e proprio poco romantico. Anni e anni di sacrifici, esercizio quotidiano, pazienza e fiducia incrollabile, vengono premiati, nel migliore dei casi, con una carriera in palcoscenico breve, anche se di successo. La Bull dimostra che ci vuole un gran cervello e uno straordinario carattere per uscire vincitori da scelte come questa.  Tutti quelli che amano la “grande danza” del repertorio romantico, i segreti del back stage e i sogni che, qualche volta, diventano realtà, dovrebbero leggere questo libro. Che, tra tutti gli altri pregi ha anche quello di essere arricchito dalle freschissime illustrazioni di Millicent Hodson e sostenuto dall’ottima traduzione di Roberta Maresca.

Le idee:

Dominique Dupuy, Danzare oltre, scritti per la danza, Ephemeria Editrice, Macerata, 2011.

Un indiscusso maestro, artista sensibilissimo e grande pedagogo, raggiunto anagraficamente un bel traguardo senza mai rinunciare a creare, interpretare e insegnare, espone qui alcune sue idee sulla danza o meglio, per la danza: il corpo, il gesto, l’invecchiamento, l’eredità intellettuale, l’inafferrabilità del mezzo artistico, i problemi di notazione del movimento e la scrittura; il respiro, l’ascolto, le forme predilette di composizione come l’assolo o solo come Dominique preferisce chiamarlo; insomma in questi scritti possiamo ritrovare tutti i punti cardinali intorno ai quali si è dispiegato per anni e anni il suo insegnamento e su cui il suo pensiero si è esercitato,  sempre interrogandosi e sempre rifuggendo da risposte facili e à la mode.   images (2) dominique

Nella prima parte del volume c’è tutto questo e fa immensamente piacere poterlo leggerlo direttamente in italiano per la prima volta. Quanto alla seconda metà, si tratta di un “viaggio in Italia” in ricordo degli incontri e delle esperienze fatte nel nostro Paese, in occasione dei moltissimi atelier da lui tenuti presso scuole di danza e associazioni.In coda al libro apparati molto utili come una Nota Biografica e la Teatrografia e, in allegato, il DVD dello spettacolo L’Estran del 2005.

Vera Maletic, Rudolf Laban, Corpo, spazio, espressione, L’Epos società editrice, Palermo, 2011. Ho tardato a parlarne e mi sento colpevole. Il libro è uscito un anno fa ed è il risultato dello sforzo congiunto di due amiche e colleghe, che stimo moltissimo: Patrizia Veroli che dirige la collana e Francesca Falcone che ne ha curato l’edizione italiana, con meticolosità e rigore scientifico veramente straordinari per gli standard italiani (nessuno si offenda).  Il libro è la riedizione di un saggio importantissimo di Vera Maletic, la principale custode e studiosa del pensiero di Rudolf von Laban; per questa edizione il testo è stato ulteriormente aggiornato dall’autrice stessa e accompagnato da un’impressionante mole di documenti, che hanno richiesto un riesame delle fonti tedesche e inglesi. Si tratta quindi di un testo che si rivolge a studiosi e addetti ai lavori, anche nel vasto campo della pedagogia del movimento, che ora possono analizzare direttamente in italiano le affascinanti teorie di analisi del movimento e il complesso sistema di notazione creati dal grande teorico ungherese nella prima metà del Secolo scorso.   copertina_del_libro

Gli scritti di Vera Maletic abbracciano infatti i due principali periodi storici in cui il pensiero labaniano si è dipanato: le origini, in una Germania ancora profondamente mitteleuropea ma già avviata a quel terribile processo di autodistruzione che avrebbe portato agli orrori nazisti; e l’evoluzione e il successivo consolidamento, avvenuti dopo il trasferimento in Inghilterra negli anni Quaranta e Cinquanta.

Forse per la prima volta è possibile afferrare pienamente l’importanza del periodo inglese e mettere a fuoco le affinità e le differenze di singole parti della teoria: cambiando nazione, Laban sceglie di prendere in prestito il termine Effort direttamente dalla lingua inglese per formulare un concetto altamente innovativo, i cui sviluppi in molteplici campi di applicazione proseguono ancora oggi.

L’imperdibile e introvabile:

Eugenia Casini Ropa, a cura di, Alle origini della danza moderna, Casa editrice Il Mulino, Bologna, 1990.

Mi dicono che questo testo non sia più disponibile in libreria, ma vi assicuro, vale la pena di cercarlo in biblioteca e di fare pressione perché un editore lo ristampi. È uno dei libri su cui mi sono formata, mi ha allargato la visione e permesso di strutturare le idee che ancora oggi mi sostengono nella mia professione. In più è avvincente come un thriller con tutti gli intrecci che svela tra discipline e correnti artistiche del primo Novecento, muovendosi, come gli artisti di cui tratta, dall’America all’Europa centrale, quindi in Inghilterra e nuovamente verso gli Stati Uniti.

Eugenia Casini Ropa, oggi in pensione, ha insegnato al DAMS di Bologna e credo sia stata tra i primi studiosi ad occuparsi di storia della danza in Italia. Ha formato generazioni di storici, è stata vicina a moltissimi artisti, coreografi e interpreti della ricerca teatrale, si occupa ancora oggi con passione di Danza e Pedagogia, figurando tra i fondatori della DES.

Per bambini:

Vivian Lofiego, Isadora Duncan, une américaine aux pieds nus,2009;    copertina 1

M. Stjepanovic, Pauline Sciot, Joséphine Baker, la danse libéréé, 2011;

P. Danchin, Eve Grosset, George Gershwin, un pas de danse entre jazz et classique, 2012, tutti e tre Edizioni À dos d’âne.

D’accordo, per bambini francesi. Ma sono piccoli libri talmente originali, costruiti intorno a raffinate illustrazioni in bianco e nero e a testi semplici in brevi capitoli, che raccontano le storie di miti americani sbarcati a Parigi. In modo accattivante anche per adulti, italiani; tutti da godere.

 

 

 

  1. Che post succulento! :)))

  2. Stefano

    Grazie Monica!
    Appena finisco i due che sto leggendo mi ci butto!

    Sten

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