Almanacco estivo

Materiali da costruzione in blocchi bucherellati di tufo, che ospitano la vita di larve e insetti, anche dopo anni di lontananza dalla cava da cui sono stati estratti. O materiali grezzi come la pietra; quando appena rosata, farinosa e morbida al tatto, quando bruna o nera, appuntita e irta, come scontrosa sotto le piante dei piedi nudi. Materiali elaborati dalla mano dell’uomo, come gli intonaci scrostati dei palazzi, strati su strati di colori cilestrini, pistacchio, aranciati, pazientemente ridipinti o più spesso abbandonati da decenni all’azione del sole, del sale, dell’acqua…
Ferro arrugginito, vetri in frantumi e legno di ulivi centenari e ritorti, al pari di vecchie contadine indomite.
Tutto questo materiale è il Salento, e Marco Gastini, artista torinese classe 1938, ne ha fatto materia artistica nelle sale ariose di Palazzo Risolo a Specchia. Per la mostra intitolata Miraggi e riflessi, ha composto una coreografia di pezzi (sculture, tecniche miste, interventi sulle pareti), in equilibrio instabile e dialogante. Un lavoro commovente e forte, come solo il Salento sa essere.

Quasi negli stessi giorni un altro palazzo baronale a Gagliano del Capo, in vicinanza di Leuca, ospitava la seconda edizione di Capod’Arte, con una collettiva di artisti contemporanei a cura di Ludovico Pratesi, Illuminazioni.
A ciascuno lo spazio per un’opera soltanto: così ad esempio, per citare quelli che mi hanno colpito, Elisa Sighicelli  ha fatto danzare cavallucci marini nel buio liquefatto, Tobias Zielony ha ritratto in video la sconcertante realtà urbanistica delle Vele di Scampia, Flavio Favelli ha rinverdito fasti barocchi con un riassemblaggio di lampadari “site specific” nell’atrio del palazzo, Sara Ciracì  ha reinventato il mondo e Francesco Arena riutilizzato, sublimandole, le “luminarie” delle feste tradizionali.


Sempre quest’estate un ex tabacchificio sulla statale 275, in prossimità di Alessano, è stato riconvertito, speriamo non provvisoriamente, in spazio espositivo e teatrale e in residenza per artisti: Change!dance factory ha presentato a cura di Gianna Licchetta una stagione di prosa e di danza contemporanea ancora in corso, che offrirà tra le tante cose interessanti, anche la prima nazionale del Woyzeck ou l’Ebauche du vertige di Josef Nadj, l’11 e 12 novembre prossimi.

Marco Gastini, Miraggi e riflessi,16 luglio/ 4 settembre 2011, Specchia (Le) a cura di Luigi Ficacci, da un’idea di Marina Senin Forni
Illuminazioni, 31 luglio/25 agosto 2011, Gagliano del Capo(Le), a cura di Ludovico Pratesi
Change! Dance factory, ex Manifattura Monopoli, Alessano (Le), progetto di Gianna Licchetta

  1. …Pure la stagione di danza contemporanea…! L’ho detto tante volte e scritto, prima o poi i nostri soggiorni pugliesi dovranno congiungersi, incrociarsi almeno! E’ che io dovrei venirci di più. Chissà, l’anno prossimo…
    A presto, un abbraccio

  2. bel reportage, Monica. Molto efficace.

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