Visti e presi, seconda puntata

Dalla stessa trasferta parigina di cui vi ho già parlato qui, ho riportato a casa anche tre libri sulla danza contemporanea,  piuttosto simili tra loro come impostazione (deve essere una nuova tendenza!),  e con il pregio di un ricchissimo repertorio fotografico.

Vediamoli in dettaglio:

 Panorama de la danse contemporaine, 100 chorégraphes 

Di Rosita Boisseau

Les Éditions Textuel, Parigi, 2008 (nuova edizione aggiornata) prezzo Euro 59,00

Per ogni coreografo citato, una brevissima scheda biografica con le date significative e le opere principali. Quindi una pagina di presentazione in cui l’autrice fa il punto su ogni artista scelto e lo “inquadra” con brevi pennellate, facendone emergere il carattere, lo stile compositivo, l’alfabeto linguistico di riferimento .

Poi a seguire due o tre pagine di intervista/dialogo con il coreografo, illustrate da appunti, schizzi o disegni del medesimo e foto dei suoi lavori più significativi.

In sostanza: cento ritratti che scavano nell’essenza di una poetica.

Pregi: di facile consultazione, i coreografi sono in ordine alfabetico, il materiale fotografico è di ottimo livello e la grafica è pulita e ordinata. Difetti: di questi cento coreografi, soltanto poco più di una trentina non sono francesi (e comunque spesso si tratta di francofoni dal Belgio, dalla Svizzera, dal Canada o dall’Africa occidentale). Solo tre sono italiani ( Marco Berrettini, Paco Decina, Caterina Sagna), ma lavorano ormai in Francia. Uno sforzo in più per guardare al di là dei confini culturali del proprio Paese non ci sarebbe dispiaciuto.

Danse contemporaine mode d’emploi 

Di Philippe Noisette

Editions Flammarion, Parigi, 2010 prezzo Euro 24,90

Di questo libro mi ha catturato l’impostazione molto ludica: prendiamo questo oggetto sconosciuto ai più, la danza contemporanea, mettiamolo sul tavolo e osserviamolo bene, rigirandolo da tutte le parti. Che cos’è, a cosa serve? Sbrighiamo le questioni principali, teoretiche e storiche in poche sintetiche pagine (ma dense e ben fatte). Poi poniamoci le stesse domande che il pubblico dei non addetti ai lavori si/ci pone; dissipiamo le paure, gli scetticismi, i preconcetti. Quindi forniamo un bel pacchetto di semplici istruzioni per l’uso, così che chi va a teatro non si senta inadeguato di fronte alla molteplicità e complessità dei linguaggi. Condiamo il tutto con le immagini, splendide, di Laurent Philippe e avremo un libro utilissimo a chi per esempio insegna, ma anche a coloro che spontaneamente si avvicinano alla danza e spesso non osano fare domande per timore reverenziale. Bene, adesso attendiamo un editore italiano che si faccia coraggio e lo traduca.

Danse et art contemporain                                                       

Di Rosita Boisseau e Christian Gattinoni, fotografie di Laurent Philippe

Nouvelles Editions Scala, Parigi, 2011

Collana Sentiers d’art, prezzo Euro 14,90

Rosita Boisseau si pone un obiettivo molto alto: dato per scontato che tra le arti oggi ci sia maggiore prossimità di linguaggi di quanta poteva essercene nel secolo scorso, e che gli artisti si stimolino a vicenda proprio a partire dalle differenze che caratterizzano le modalità tipiche del mezzo espressivo d’elezione, l’autrice prova ad analizzare in che relazione si trovi la danza contemporanea rispetto alle arti figurative e plastiche, o ai nuovi media. La disanima porta ad accostamenti inaspettati tra opere e artisti con sensibilità simili, o con la tendenza a “deragliare” nel campo di altri colleghi, maneggiando con disinvoltura una pluralità di segni scenici. Laddove, peresempio, in passato il coreografo si affidava alla collaborazione di specialisti per le musiche, le luci o i costumi della propria creazione, oggi assistiamo sempre più spesso a opere che portano la firma del solo artefice di ogni invenzione. Si potrebbe dire quasi che il coreografo del contemporaneo sia un artista più “rinascimentale”, nel senso che spesso assume su di sé il complesso delle responsabilità creative della messa in scena; e infatti  in questi casi firma i propri lavori come “regista”.

E, del resto, in maniera biunivoca, pittori, scultori,  fotografi e film-maker dagli anni Sessanta in avanti, “performano” sempre più spesso le proprie creazioni, avvicinandole come modalità di fruizione alle azioni teatrali propriamente dette.

C’è poi il campo delle ispirazioni dichiarate;  e quello delle affinità elettive.

C’è l’analisi del rapporto non solo di contiguità ma direi di necessità reciproca tra la danza e il video; e ci sono due sezioni finali, l’una di analisi guidata di una installazione interattiva di un duo francese (N+N Corsino), l’altra di apparati biblio e sitografici, entrambe molto ben fatte.

Alla fine quindi : un buon testo, più ambizioso dei due precedenti, più scientifico e rivolto agli addetti ai lavori. Anche qui bellissime fotografie di Laurent Philippe.

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Un Commento

  1. monicavannucchi

    @ph. noisette, merci! è una buona notizia per molti appassionati italiani che magari ora potranno leggere questo bel testo in inglese! monica

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