Inquietudini

È una stanza grande, ariosa, che occupa quasi l’intero piano e ha finestre su tutti i lati con aria e sole in abbondanza. Deve essere stata prima la camera dei bambini, e poi, stanza per i giochi e palestra, perché ci sono sbarre alle finestre per i bambini piccoli, e sui muri anelli e altre robe. La pittura e la carta sono in condizioni tali che la stanza sembra sia stata usata da una scolaresca di maschi. È tutta strappata via, la carta, in varie zone intorno alla testata del mio letto, più o meno fin dove riesco ad arrivare, e in una parte in basso all’altro capo della stanza. Non ho mai visto una carta più brutta in tutta la mia vita.

(…) Vorrei rimettermi più rapidamente. Ma non ci devo pensare. Questa carta da parati mi guarda come se sapesse quale perniciosa influenza ha avuto! C’è un punto ricorrente dove il disegno si piega come un collo spezzato e due occhi a palla ti guardano da sotto in su.

(…) C’è un segno davvero strano su questo muro, giù in basso, vicino allo zoccolo. Una striscia che gira tutt’intorno alla stanza. Si infila dietro ogni mobile tranne il letto, un lungo solco uniforme e diritto, come se fosse stato sfregato ripetutamente.

(…) Alla fine ho scoperto davvero qualcosa. Osservandola bene di notte, quando muta così tanto, ho finalmente capito. Il disegno davanti si muove davvero… e non c’è da meravigliarsene! E’ la donna che sta dietro a scuoterlo! A volte penso che là dietro ci sia un gran numero di donne, e a volte una sola che striscia all’intorno rapidamente e strisciando lo scuote.   Poi nei punti molto illuminati rimane ferma e in quelli molto in ombra non fa che afferrare le sbarre e scuoterle forte. E cerca continuamente di infilarsi tra esse. (…)

(Da La carta da parati gialla in La terra delle donne di Charlotte Perkins Gilman  a cura di Anna Scacchi, Donzelli Editore, 2011, Roma).

Recentemente la piccola libreria e galleria romana Il museo del Louvre  ha  presentato una curatissima mostra di lavori di Francesca Stern Woodman, corredata da un ottimo catalogo (2011 AGMA) a cura di Giuseppe Casetti , in attesa delle retrospettive che le dedicheranno il MoMa di San Francisco (dal 5 novembre 2011 al 19 febbraio 2012) e il Guggheneim di New York ( nel 2012). Francesca era arrivata a Roma dall’America, fresca di studi compiuti presso la Rhode Island School of Design (RISD) per seguire,  tra il ’77 e il ’78,  i corsi attivati a Palazzo Cenci. Era giovanissima  ma di sicuro già grande, capace di esprimersi in modo folgorante nella breve parabola della sua carriera di artista. Si è tolta la vita a soli 24 anni, lasciandoci un patrimonio di immagini potenti, enigmatiche ed inquietanti. Alcuni dei suoi lavori si prestano in modo perfetto ad illustrare altre inquietudini; quelle di Charlotte Perkins Gilman (1860-1935), soprattutto il suo racconto più famoso: The Yellow Wallpaper, ora leggibile finalmente, con altri suoi scritti, anche in italiano.

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