La tribù

Segnalo questo video soprattutto ai miei attuali allievi di Accademia; insieme con loro sto affrontando uno studio dinamico sul concetto contemporaneo di tribù, che ci porterà verso…  Spoleto! Quando sarà il momento darò a tutti gli interessati, come lo scorso anno, maggiori informazioni. Per ora, se passate di qui, godetevi questa meraviglia!

P. S. ho cambiato versione perchè quella postata precedentemente non è più disponibile su youtube!

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  1. come m’innamora il tuo mondo, monica. che meraviglia, davvero. :-*

    • monicavannucchi

      Ciao giovanni, scusa il ritardo ma ero immersa in un altrove! Insegno danza contemporanea agli allievi attori e registi. bel lavoro, anzi, bella sfida, che porto avanti da… diciotto anni.
      quand’è che vieni esattamente a roma?

  2. Daina

    che meraviglioso video,
    quando facciamo ancora qualcosa di bello insieme?

  3. Carmine

    Osservando questa esibizione ho ritrovato molto di quanto abbiamo fatto in terza fase e durante la prima lezione (6/11).
    In sostanza mi è parso che il lavoro che stiamo facendo potrebbe facilmente portare, alla fine, ad una performance del genere.
    Credo che la differenza consista nel fatto che le nostre piccole coreografie, per ora, non sono ancora in grado di raccontare una storia, o di descrivere un mondo: dobbiamo prima imparare a creare un linguaggio, e lo facciamo appoggiandoci al lavoro sulle articolazioni.
    Ho apprezzato il fatto che anche in assenza di scenografia questi danzatori riescano a trasportare il pubblico nel loro mondo: un luogo dove cacciatori e stregoni devono difendersi da scimmie che tramano nell’ombra e da volatili impazziti.
    Credo che nel loro progetto il lavoro sulle articolazioni sia sempre presente e ben visibile. Nella seconda parte, inoltre, è stato approfondito il tema equilibrio/caduta, proposto anche a noi in terza fase.

    • monicavannucchi

      @carmine, è vero: come gruppo di studio, noi ora dobbiamo imparare a creare un linguaggio, una sintassi, e un orizzonte di senso. Quello che tu sei stato capace di “leggere” nel lavoro di Hofesh Shekter è una delle mille “visioni” possibili: cacciatori, stregoni, scimmie e volatili, appartengono forse più al tuo immaginario che a quello dell’autore; questo è il bello di un linguaggio astratto eppure immensamente evocativo, che permette a chi osserva di attingere al proprio mondo, al proprio vissuto e ne riverbera i contenuti. C’è per me un grande fascino in questo. Non trovi? monica

  4. Valerio

    in questa danza vedo il ritorno dell’uomo alla sua istintività, alla sua ancestralità.i danzatori si muovono in un atmosfera rarefatta, scandita solamente dalla luce e dall’ombra, nella quale abbandonano il linguaggio di una danza meramente tecnica,codificata, facendo scaturire da se stessi un energia superiore collettiva, che si immedesima e manifesta talvolta in uno, talvolta in un altro danzatore,fino a travolgerli tutti.è come se perdessero la loro stretta individualità per diventare un frammento di un tutto più grande, di cui ci sfugge il senso, ma che ci attrae profondamente.

    • monicavannucchi

      @valerio, mi piace l’immagine del frammento di un tutto di cui ci sfugge il senso.Potremmo presto lavorare su qualcosa di molto simile, non te ne dimenticare. ciao, monica

  5. Gianluca

    beh direi che i riferimenti a divesi animali sia a volte molto chiaro. é interessante vedere come i corpi dal buio entrano nella luce, e da uno stato neutro si animano in movimenti; ogni corpo a un suo ritmo e una sua vibrazione interna, il che conferisce un colore e un intensità ben precisa ad ogni corpo in movimento creando cosi una varietà di “animali” e quant’altro…
    Facendo riferimento al nostro gruppo di lavoro, sicuramente ci vuole un buona quantità di ascolto e concentrazione, oltre a una buona preparazione fisica, perciò la strada è ancora molto lunga…

    • monicavannucchi

      @gianluca, forse non avevo ancora replicato al tuo commento. Mi piace l’osservazione che fai dello stato “neutro” da cui i danzatori partono; sarebbe bello approfondire il concetto. cosa significa, e se esiste veramente, la neutralità. spesso si parla di “neutro” in teatro, nel lavoro con l’attore, con il danzatore…
      Altra buona osservazione è quella sull’ascolto; anche alla luce dei piccoli studi che stiamo facendo, non credi?

  6. Matteo M.

    Questo video riporta non solo la bravura dei ballerini, ma l’intento da parte del coreografo di un ritorno al naturale istinto dell’uomo. Noto una fluidità ed un dinamismo molto accentuati. La musica dal vivo su ritmo tribal con la scelta di strumenti ad archi dà un efficacia al pezzo tutta particolare e l’espressività dei corpi è messa in risalto proprio dal mix musica-danza. Un’espressività sia del singolo sia del gruppo che mi suggestiona per ogni singolo movimento, che ha bisogno di raccontare o descrivere un qualcosa che tocca i punti più lontani ma allo stesso tempo primordiali del nostro essere, del nostro inconscio primitivo; l’esprimere i nostri bisogni naturali con il corpo attraverso il gruppo (tribù) anche secondo il “non-sense”.

  7. giulio

    Vista l’ora, lascerò che il mio subconscio si esprima liberamente, prima che la mia parte razionale cerchi di imporsi… Questo è ciò che sognerei poter fare del mio corpo in musica! Immagino però, che dietro l’apparente irrazionalità di ognuno dei movimenti che compongono la coreografia, in questo caso, si nascondano ore di lavoro e di sacrificio, quali la danza come disciplina comporta e impone. Sarei entusiasta di scoprire che il nostro lavoro è orientato proprio in questa direzione e mi piacerebbe avvicinarmi alla danza anche dal punto di vista tecnico. Monica Vannucchi, a lei il miracolo.

  8. Irene

    Che emozione!! I ballerini si muovevano come fossero “esseri diversi da sè”, come non fossero più umani, ma era come se man mano prendessero Forma, in una graduale metamorfosi, di qualcosa che potrebbe apparire come animali, ma che, d’accordo con Matteo, potrebbero essere quasi Essenze, più che semplici riproduzioni della natura! I movimenti sulle braccia, probabilmente ad imitazione delle scimmie e la presenza di quel qualcosa a terra, caratterizzato da un corpo soltanto, sono stati eccezionali!!Sembrava si sciogliesse ogni singola articolazione, tutto il corpo diventava una cosa unica con il pavimento, con gli altri.. Questo video è riuscito a trasmettermi qualcosa che però ancora non so razionalizzare e che descrivere potrebbe risultare riduttivo.. Immagino che emozione vedere dal vivo tutto ciò, avere la sensazione che tutte le certezze di un mondo così “statico” come il nostro, potessero distruggersi in soli cinque minuti!! Irene

  9. Gianluca

    L’ascolto è fondamentale! L’attore da solo, non vale niente…gli attori che recitano bene nei loro monologhi e non sanno veramente ascotare tutto quello che accade in scena diventando parte di un tutto, non sono dei bravi attori! spesso si da per scontato questo aspetto ma è fondamentale per creare una energia vera in scena, in cui ogni attore può contare sull’altro compagno, ricevendo e restituendo energia agli altri. Nel lavoro che stiamo facendo, penso che nel momento in ci dividiamo in guppi e iniziamo a montare le seguenze di movimenti, è un po difficile lavorare sull’ascolto e sulla concentrazione, si è portati automaticamnte, per ovvi motivi, a costruire meccanicamente e razionalmente la coreografia e alla fine ciò che rimane è a volte solo una elugubrazione mentale, mirata a dimostrare qualcosa a un pubblico, in cui si tende a recitare o a raccontare didascalicamnte qualcosa, senza essere e vivere veramente il movimento e l’impulso fisico! A questo servono le improvvisazioni e la ricerca.

  10. Eugenio P.

    Guardando, o meglio, osservando questo video e quello della homepage (Winter Variations) per l’ennesima volta trovo con difficoltà personali commenti, perchè difficile e quasi impossibile è descrivere le emozioni che questi video mi trasmettono ed il vano tentativo di farlo risulterebbe comunque riduttivo. Sono affascinato da questo tipo di danza, da questi movimenti che un corpo riesce a creare. Nonostante spesso viene riconosciuta grezza da alcuni bigotti, credo che questa danza sia molto più ricca, magnetica ed ammirabile rispetto a quelle mondialmente riconosciute (classica, jazz ecc…). Ho sempre aspirato ad ottenere una consapevolezza del corpo ed un controllo totale dei movimenti, ma scontrandomi con la realtà di questi video, mi rendo conto di quanto sia difficile tutto ciò e del fatto che non basterebbero tre importanti e miseri anni di studio. Movimenti liberi, coordinati ma liberi, eseguiti in un modo tale da non far percepire ad un occhio ignorante come il mio, ma anche ad uno esperto la difficoltà di tutti i gesti fisici.
    Senza aggiungere nient’altri, inserisco i link di alcuni video che ho visto: http://www.youtube.com/watch?v=wm9vxN5iI7s&feature=related questo è un ballerino francese se non sbaglio e balla in modo splendido l’hip hop, ma quello che ha fatto in questo videoè stupendo

    http://www.youtube.com/watch?v=ENYjJ3gt5yk&translated=1 questo video non ha bisogno di miei commenti

    http://www.youtube.com/watch?v=GA4_nvFlbhA&feature=related mentre questo è una minima parte della danza etiope che ho avuto il piacere di conoscere in una mia vacanza ad addis abeba

    • monicavannucchi

      @eugenio, grazie infinite! mi piacerebbe poterti assicurare che raggiungerai il livello di Emanuel Gat o di Hofesh Shechter e di tanti altri giovani danzatori. Comunque, da parte mia ce la metterò tutta, e chissà!

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