A confronto

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Francisco Camacho, coreografo e attore portoghese con studi americani (presso il Merce Cunningham Dance Studio e Lee Strasberg) e Robert Wilson, regista, drammaturgo e attore americano, mostro sacro della ricerca teatrale del secondo Novecento. Il primo all’inizio di una carriera artistica promettente, il secondo ancora in attività nonostante l’età e i successi raccolti in tutto il mondo. L’uno interprete di Blessed per la coreografa Meg Stuart; l’altro regista e interprete ne L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett.
Due atti unici in cui tutto è perduto. Due lavori in cui la condizione esistenziale individuale diviene paradigma della condizione universale dell’essere umano.

In Blessed piove, l’acqua cade a catinelle e scorre a fiumi in scena, per tutta la durata del pezzo, interrotta solo a tratti da brevi pause, in cui l’interprete si aggira disorientato, ferito, solo e sconfitto.
Ne L’ultimo nastro di Krapp secondo Wilson, la pioggia scroscia di notte sui lucernai e i finestroni  di un interno che sembra un ufficio del catasto, ed è invece la “tana” di un settantenne misantropo, impegnato in un  monologo/dialogo con il giovane se stesso di trenta anni prima, attraverso l’ascolto dei nastri con le registrazioni della propria voce, incisi ogni anno nel giorno del proprio compleanno.

L’acqua che bagna, allaga, devasta, tuttavia non lava le colpe, non cancella gli errori di una vita; non restituisce le occasioni perdute, non rende migliori. Al contrario anzi, sembrerebbe che soprattutto in Blessed, sia metafora del Caso, che segna le vite di tutti, a volte con feroce accanimento.
E lo scorrere della pioggia è in entrambi i lavori anche  clessidra, misura del Tempo che passa e distrugge. Nel lavoro della Stuart, una scenografia di cartone, da spot per una vacanza ai tropici, si disfa lentissimamente, inzuppandosi: la palma si piega, si affloscia il collo del cigno, crolla sventrato il tetto di una “cabane” da spiaggia e, a quel punto, non resta che la disperata lotta di un clochard per la propria sopravvivenza.
In Blessed la partitura è coreografica; con Beckett è il testo a strutturare e scansionare la pièce; ma entrambi gli interpreti nei due lavori, scolpiscono con pochi essenziali movimenti asciutti e meccanici, robotici e ripetitivi, il ritratto dell’alienazione, del disagio esistenziale. E le figure femminili sono, in uno, assenza e rimpianto, nell’altro soltanto un’allucinazione.

Meg Stuart /Damaged Gooods & Eira, Blessed, a Roma il 18/ 19 febbraio,Festival Equilibrio
Beckett/ Wilson, L’ultimo nastro di Krapp a Napoli , ottobre 2009, Teatro Mercadante

  1. l’angoscia sale, la pioggia scende… Monica, fammela fare questa battuta idiota: meno male che i movimenti sono asciutti!
    Ecco, l’ho fatta🙂

  2. monicavannucchi

    🙂 Hai ragione, dovevo dire movimenti bagnati in un caso, nell’altro forse scarni, mah!!

  3. E’ vero, in tutta quell’acqua non c’era nulla di purificatorio, per una volta è diventato l’elemento paradigmatico delle disgrazie… perché ogni cosa ha la sua propria caducità, la sua debolezza, il suo punto di non ritorno, si tratta solo di capire qual è il punto debole e quale l’evento che andrà a colpire proprio lì. Sembra decisamente tragico il senso di una vicenda raccontata così, eppure ogni tanto mi faceva sorridere e tutto sommato avrei preferito una tragicità assoluta, ecco; il grottesco non rendeva più livida l’atmosfera, ma l’alleggeriva senza molta utilità.
    Oltretutto, non è per parlare del tempo, ma insomma, è dannatamente realistico quello scenario di questi tempi…
    …queste pianure che circondano casa mia, intrise d’acqua…mah…!!
    baci

  4. Pingback: Inconsolabile « Pioggia di note…sui danzatori

  5. C’ho tanta invidia… a roma arriva sempre tanta bella danza…

  6. monicavannucchi

    Ma Giovanni, che dici? e noi che ci lamentiamo e pensiamo con invidia a Modena, Reggio emilia, Rovereto, persino Milano!!!Comunque avrei un’ideuzza: perchè al prossimo spettacolo interessante in giro per l’italia, diciamo al centro nord, va’, così è più comodo per tutti, non organizziamo un gruppo di blogger? chi è più in zona compra i biglietti o prenota, e gli altri arrivano; si sta insieme a cena dopo e se ne parla. Che ne dite? baci, monica (lo so che non è originale, che quelli di Abbado già lo fanno, va be’, però possiamo copiare no? mica è vietato :-)!)

  7. Certo! un bel blog-danza-raduno. Why not?
    Pensate con invidia a Milano? Sei pazza?

    • monicavannucchi

      @ giovanni, be’, ho detto PERSINO a Milano!! Blog-danza raduno , sissì!! da quando cominciamo? biennale di venezia? o qualcuno sa di altre rassegne prima dell’estate, per cui valga la pena muoversi? Attendo info, baci, monica
      P.S: appena esce il cartellone di spoleto vi dico ; io nel mio piccolo piccolissimo, farò qualcosa come coreografa!

      • monicavannucchi

        @giovanni, sempre in tema di blog-raduno: ma non avete una rassegna super di punta che si chiama UOVO, voi adesso in milan?

  8. Inizia tra un po’. Diciamo che a Milano ci sono le stesse tre o quattro rassegne da una decina d’anni, che tra l’altro invitano ogni anno sempre gli stessi artisti o le stesse compagnie. Uovo fa un po’ più di scouting rispetto agli altri, ma ci manca un bel centro o un bel festival che inviti i grandi della danza contemporanea. Considera che a Milano non sono mai giunti nè alain platel, nè meg stuart, nè trisha brown, nè altri di questa risma (che invece sono ospitati spesso a Torino o in Emilia o in Veneto). Mancano i soldi! CL se li ciuccia tutti per le sue cliniche, e la lega si ciuccia i restanti per difendere i dialetti e gli ecomusei.

  9. monicavannucchi

    @giovanni Argh! Mah, non so che dire, è tutto così deprimente! poi ogni tanto sui blog degli altri faccio del mio meglio per essere ottimista, ma certo che è dura!!E tra poco scadono alcuni contratti importanti anche qui a roma, tipo di Ad che la destra del sindaco ha graziato, anche perchè non avrebbe saputo chi mettere al posto loro; così intanto che ci pensavano, noi abbiamo visto ancora qualcosa, ma temo che non durerà.In ogni caso, se nelle rassegne di Torino o in Emilia ci son begli spettacoli e ci organizziamo in tempo, sarebbe veramente carino incontrarsi! possiamo diventare un piccolo gruppo agguerrito, dai! bacioni, monica

  10. si si! la prossima cosa carina che sento in giro te la dico. Cos’è Ad?

  11. ah, noi saremo al Kollatino Underground a fine maggio… (ci faccio un po’ di pubblicità)…😉

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