C’era una volta e c’è ancora

Quando la piccola Louise nacque, molte fate si chinarono sulla sua culla a spiarne benevolmente il respiro; una soltanto però, ebbe l’onore di diventare la sua madrina. Non toccò alla fata Turchina né a Carabosse; non fu Trilly né Melusina. Il destino le volle assegnare una fata speciale, la Fata Cucitrice. Così la bambina crebbe con l’ago in mano, in un luogo incantato, vicino al fiume, intrecciando fili d’erba, fiori selvatici, tralci di salsapariglia spinosa… e non si punse mai. Del resto, in famiglia, tutti maneggiavano l’ago con grande maestria, tessendo e riparando preziosi arazzi e tessuti ricamati, sui quali si susseguivano incantevoli scene di danze e cacce cortesi.

Louise divenne presto una graziosa fanciulla capace di esercitare molte arti con abilità. E quando ebbe l’età giusta, come si conveniva alle ragazze del suo rango, si mise ad attendere il principe azzurro. Non le interessavano i pretendenti che la circondavano di attenzioni, ma consideravano il suo fatato talento una cosa bizzarra. Troppo simili a suo padre, che era stato ferito e l’aveva ferita.

Non fu delusa, la fata vegliava su di lei: ben presto si presentò un giovane americano con un bel nome da principe, mister Goldwater, profondo conoscitore delle arti e puritano. Praticamente perfetto! Detto fatto lo sposò e lui la portò con sé in America, a bordo di un bianco piroscafo che cavalcò l’oceano quaranta giorni e quaranta notti.

Una volta giunti nel nuovo mondo, Louise costruì per lui, per sé e per la famiglia che avrebbero avuto, un mondo nuovo. Fabbricò donne/case, fece nascere bambini magici dentro ai colini del tè, cucì bambole di pezza che amandosi tra loro si moltiplicavano, appese ai soffitti amuleti tribali, inquietanti come tagli di carne in un mattatoio.
Segò, inchiodò, colò, setacciò, colorò, tagliò, ricamò senza sosta, alacremente. Il suo universo oscuro e ruvido, tagliente ma fragile e sospeso come una tela di ragno, prese vita. Quando i pensieri erano troppi e la coglievano di sorpresa, svolazzandole intorno maleducati come piume sfuggite a un cuscino, velocemente li annotava nel suo diario.

Gli anni passarono, ammassandosi l’uno sull’altro in un angolo, come i suoi quaderni, e lei non ci fece molto caso. Ma, come succede solo nelle favole, furono gli altri ad accorgersi di lei.
Così adesso, e oramai da un bel po’, è una deliziosa signora quasi centenaria dal meraviglioso sorriso di fata, da molti considerata la più grande artista vivente.

Annunci

  1. E’ una bella storia questa, sì.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: