Jean Claude Gallotta

L’amour (…) est cette mécanique implacable qui déchire les corps et installe la mort au creux des âmes en même temps que le plaisir. (Jean- François Brieu)  

Il palco è nudo, ridotto all’osso; nell’oscurità si intravede appena la sagoma di un estintore. Al centro, illuminata da una luce debole e livida, una vecchia sedia a rotelle da barbiere giace ribaltata. Uno dopo l’altro, rapidi e come presi da un’improvvisa urgenza, entrano uomini e donne venendo a rendere omaggio a qualcuno che, su quella sedia, avrebbe voluto sedersi. Un saluto affettuoso, un ultimo gesto, che costituisce in realtà l’incipit dello spettacolo allestito da Jean Claude Gallotta intorno a una doppia assenza, sui testi di un vecchio grande successo di Serge Gainsbourg , L’homme à tête de chou ( album del 1976) poi ripreso, in anni più recenti, da un altro straordinario chansonnier francese, Alain Bashung. Quest’ultimo avrebbe dovuto essere in scena, proprio su quella sedia, ma se ne è andato troppo presto, nel marzo scorso, lasciando al coreografo e alla compagnia la registrazione della sua meravigliosa voce. E proprio su questa voce e su ciò che ci racconta con la musica, Gallotta cuce un’ora e un quarto di danza, alternando strepitosi intrecci corali a passi a due di feroce tenerezza e appassionata indifferenza.
Intessuta di immagini crude e violente, ma anche di momenti meravigliosamente lirici, la coreografia attinge a piene mani e dichiaratamente al serbatoio vivo di passi e attitudini della tecnica Cunningham, spingendo l’astrattismo delle forme verso l’espressione più profonda del dolore e del piacere. I danzatori, semplicemente vestiti di bianco e nero o spogliati, sono aerei ma carnali, dotati di schiene parlanti, di braccia e gambe capaci di dispiegarsi all’infinito nello spazio; la danza contrappone momenti flou, morbidi e sinuosi a spericolati arresti, privi di sbavature, mantenendo la tensione sempre altissima.
È un noir da brivido, è un’ossessione erotica quella dell’io narrante, l’uomo “testa di cavolo”, per la giovane shampista Marilou; è una tragedia inutile e annunciata che si consuma davanti ai nostri occhi di spettatori, e Gallotta non ha bisogno di niente di più dei corpi dei suoi danzatori in continuo, compulsivo movimento per  raccontarla a noi, che stiamo seduti lì, impotenti, nella platea di un teatro parigino sprofondato in una notte blu petrolio. E uscendo ci portiamo via per sempre il ricordo struggente di una fragilissima e smarrita lolita,vestita soltanto di una chitarra elettrica rossa a coprirle il pube, con la tracolla che, a ogni sussulto del corpo, sfrega la sua pelle immacolata e il manico dello strumento che sbatte ossessivamente sul suo fianco di bimba non ancora cresciuta.

L’homme à tête de chou è al Théâtre du Rond-Point, Parigi, fino al 19 dicembre

  1. E’ che leggendoti viene voglia di andare a vederlo! …e di andare a Parigi, dove non sono tornata negli ultimi 10 anni…
    ciao Monica, a presto!

  2. monicavannucchi

    Vai, vai, vai, non indugiare! Ci sono troppe cose belle da vedere per nutrire l’anima e cose buone da mangiare per nutrire il corpo!! baci, monica

  3. taniapallabazzer

    …a proposito…dovrei dirtelo nel post sul ragu’, ma te lo dico qui, già che si parla di cibo…ho fatto la tua ricetta del ragu’! In un pranzo con i suoceri e tutti quanti…!! Ed era davvero molto buono! Direi grasso e buono…
    baci

    • monicavannucchi

      Brava, che coraggio! speriamo almeno che i tuoi suoceri non fossero bolognesi… comunque quel che è certo è che è grasso e buono come dici tu! abbraccioni, monica

  4. Pingback: Ancora una volta, il Sacre « Monica Vannucchi’s Blog

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: