Roba da streghe

F. Goya, Volo di streghe

Mai dopo essere scesa dal letto con il piede sbagliato, non di venerdì e nemmeno se la luna è calante; assolutamente no se hai le mestruazioni, proibito se sei in menopausa, sconsigliabile  se si hanno i nervi fragili e si è un po’ depresse. No se fa troppo freddo o troppo caldo, se la materia prima non è freschissima, se la marea scende, la pressione è bassa ed è un mese con la erre. Inutile provare se per caso hai indossato il maglione a rovescio, questo funziona sì, ma per i funghi.

Con la maionese, invece, non ci sono proprio scuse, bisogna attenersi alle regole in maniera ferrea. Condizione prima e indispensabile è l’esser nate femmine, e l’arte si tramanda di madre in figlia, di generazione in generazione.

È un’arte segreta, misteriosa e magica, roba da streghe. In ogni famiglia vengono custoditi ed ereditati in linea femminile piccoli dettagli  all’apparenza privi di significato: usare il cucchiaino; no, il cucchiaio da minestra. Sbatter l’uovo in una ciotola; no su un piatto. Utilizzare solo olio extravergine d’oliva; ma no, metà oliva e metà di semi, ché viene più leggera. Non cambiare mano tra destra e sinistra, non chiamare in soccorso un’altra strega, non invertire il senso del giro, non dare in escandescenze se, nonostante tutte le attenzioni, le precauzioni adottate, gli scongiuri fatti, lei, la maionese, impazzisce.

Perché, succede, lo sappiamo tutte che succede; arriva il momento in cui ci dobbiamo arrendere e passare il comando al primo individuo di sesso maschile a disposizione. Lui con aria solenne brandirà il minipimer, ci schiafferà dentro il tuorlo e la chiara, qualunque olio gli capiti sottomano, fosse anche quello del motorino, il sale, il limone e zac: in un niente la maionese sarà fatta!  Viene fuori un po’ palliduccia in questi casi in verità, quasi si sdegnasse o si vergognasse di se stessa.
Anche le streghe  si sentono un po’ offese, ma la cena è salva.
(Conosco solo un uomo che è capace di montare la maionese a mano, ma non fa testo!)

  1. Ecco! E quell’uomo fa per me😉
    Ché non mi sognerei mai, neanche dipinta magistralmente da Goya, ad accingermi a un compito simile(che vuoi fare, strega dilettante sono)

  2. monicavannucchi

    ah ah ah!!!(perchè non mi piacciono le faccine; più o meno come a dipoch🙂 monica

  3. sergiogarufi

    che bello leggere di queste cose da streghe, i mesi con la erre…, è come sbirciare un antro di alchimisti, io che le ampolle e gli alambicchi li compro già fatti all’esselunga…

  4. monicavannucchi

    Bentornato Sergio, è bello rivederti qui da me, mi mancavi!
    (ho scoperto che i fan dell’esselunga sono milioni) monica

  5. Ah Ah, la prima volta che entro nel tuo blog e già mi piace un sacco.
    p.s. ahimè! anche io faccio la maionese con il minipimmer (forse hanno sempre avuto ragione gli uomini che si sentono minacciati dalla mia parte maschile!?)

  6. monicavannucchi

    Be’, non vorrei dire, elisabetta, ma l’attrezzo in sè, (peraltro utilissimo, semplifica veramente la vita), se uno lo guarda dal punto di vista simbolico…
    Grazie per i complimenti!!

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