Figurina in una scatola tra due scatole che sono case

A. Giacometti 003

Non si può dire che tu le abbia lasciato un grande margine di azione. Non c’era un appartamento da arredare, né mobili da scegliere o oggetti da tenere in ordine, amici da invitare a cena, vacanze da programmare. Sui figli sappiamo come la pensavi: un’utopia, un azzardo, un atto irresponsabile. Siamo adulti e dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, anche se si tratta di rinunce, devi averle detto. È la vita.
La vita è così: una continua camminata, anche quando stiamo seduti. Tu eri decisamente affezionato alla tuo sgabello. Lei, come tutte le tue donne, camminava. Pochi passi in realtà, avanti e indietro dall’atelier a quella stanza che, a un certo punto, avevate preso in affitto. Due scatole, piccole al limite dell’invivibile. L’indole gentile di lei le trasformava in case. Per te non si trattava di fantasticare; erano case, punto. Nell’una e nell’altra il minimo indispensabile: qualcosa per lavarsi, per riporre pochi vestiti, per allungare giusto qualche ora il corpo stanco e sfibrato. Detto tra noi, questo significava proprio che le responsabilità della vita tu, le sfuggivi…
La polvere era il tuo elemento, quindi lei non poteva, non doveva neanche pulire. Che fare allora?
Camminare e adorarti. Amarti e passeggiare. Osservarti e aspettare. Anche se, per la verità, osservare era compito tuo. Tu sei sempre stato l’occhio; tutto te stesso risucchiato in un organo solo e in una sola azione fondamentale: guardare.

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    • monicavannucchi

      Intendi proprio l’immagine, vero? Perchè il mio piccolo e modesto contributo stavolta mi sembra così debole! non so… è che lui (Alberto) è talmente asciutto e potente nella sua sintesi, che mi sento povera di strumenti. Forse dovrei prendermi una pausa da questa ossessione! (strizzatina d’occhio a manu!)

  1. intendevo l’uno e l’altro.
    La figura di giacometti non lascia spazio.
    Lo spazio che tu, giustamente, hai preso, infatti, ti ha ricondotto a lui, a lui solo, fagocitante.

  2. eh, ma è il bello delle ossessioni! se ti lasciasse lo spazio di respirare non ti sentiresti più così sua. così senza scampo. :-*

  3. monicavannucchi

    Giusto, non ci avevo mica pensato. Ci volevi tu manu, per farmici riflettere, come al solito! Vabbe’ allora continuo, che dici?

  4. sergiogarufi

    continua, continua…:-)

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