La domanda cruciale

§ 3 A. Rodin Mouvement de danse E, D, A 1910

c’è della danza là dove si incontrano coinvolgimento, conoscenza profonda e urgenza espressiva.

Sicuramente quello che ho precedentemente affermato può ancora apparire, per i non addetti ai lavori, vago e indefinito. Nella realtà che attiene alla pratica quotidiana del fare danza, invece, per coloro che  studiano e per tutti gli altri che si avvicinano a questa forma espressiva senza tempo, primordiale e attualissima, come spettatori, fruitori, appassionati, non si tratta di concetti astratti. La differenza salta, per così dire e utilizzare al contempo una metafora dinamica, agli occhi!

Farò un esempio: prendiamo un gruppo di allievi principianti ma alle soglie dell’età adulta; e prendiamo un secondo gruppo con le stesse caratteristiche, già con un piccolo ma serio background di studio della danza contemporanea. Affidiamo ai due gruppi l’esecuzione di un certo numero di sequenze identiche, più o meno complesse sul piano delle difficoltà tecniche (e qui intendo non solo ciò che ha a che fare con i limiti dei corpi ma le implicazioni con lo spazio e con la musica), ma alla loro portata; il secondo gruppo sarà  semplicemente in grado di fare affiorare la danza attraverso le maglie strette dell’ interpretazione, il primo gruppo ancora no.

Nell’esempio in questione, coloro che “danzano” non hanno meno difficoltà degli altri, sul piano tecnico; hanno lavorato ancora troppo poco per potere avere plasmato i fisici  o avere acquisito scioltezza e sicurezza nel rapporto con tutti i parametri del movimento, ma quello che sicuramente ora  possiedono è un livello di consapevolezza del gesto e del suo potenziale, immensamente superiore all’altro gruppo. Un anno di studio in più  significa questo; non sono più bravi sul piano esecutivo, non sono puliti, ma la leggibilità delle intenzioni con tutte le loro sfumature, è straordinaria. Il movimento si fa lingua, con una precisione di grammatica e sintassi altrimenti inspiegabile. Da questo momento in poi, quando questo accade, non solo chi guarda vede “la” danza, ma chi danza ne è cosciente, probabilmente stupefatto e stordito; ma cosciente ed entusiasta.

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