Mains tenant le vide

Giacometti Oggetto invisibile

L ’Africa, dicono. Io non credo. Venivi dalle montagne svizzere, i Grigioni, già nel nome una promessa di spifferi, di cime da scalare e di abissi per imparare a tenersi in bilico; un su e giù di picchi e di valli come sull’ottovolante. Ci si abitua a questi sbalzi rifugiandosi in un Io discreto e sommesso.
Ma l’Africa, i surrealisti! Confessa che hai giocato per un poco una partita che ti riusciva piuttosto bene, ma che non era la tua. La maschera tribale , una trouvaille al mercato delle pulci, è stata risolutiva, pare…

Et maintenant que vais-je faire
De tout ce temps que sera ma vie
De tous ces gens qui m’indiffèrent
Maintenant que tu es partie

Breton ne era proprio convinto, la racconta, questa storia della maschera, nel suo “L’Amour fou” e in molti gli hanno creduto . Non che fosse falsa, intendiamoci; allora era di moda, tutti ne avevano di cimeli primitivi, non parliamo di Picasso. Ma, secondo me, a te non importava molto, tu non seguivi le mode, eri allergico. Lei ti piaceva perché ti ricordava qualcosa, qualcuno. Con quella sua fissità, il viso bipartito in due piani obliqui, una scriminatura centrale come una lama, come il crinale di una montagna.

Toutes ces nuits, pourquoi, pour qui
Et ce matin qui revient pour rien
Ce cœur qui bat, pour qui, pourquoi
Qui bat trop fort, trop fort

Così hai terminato la scultura. Il suo viso, notte dopo notte, una continua veglia, con un occhio sbarrato da una fetta di arancio candito e l’altro aperto per sempre, la bocca socchiusa come per una domanda destinata a non essere mai pronunciata, il seno morbido e sceso, le mani… maintenant.

Et maintenant que vais-je faire
Vers quel néant glissera ma vie
Tu m’as laissé la terre entière
Mai la terre sans toi c’est petit

Adesso, esiste un presente congelato dove un paio di mani sostengono un oggetto invisibile.
Un niente, un assoluto. Adesso esiste uno spazio che urla, un desiderio che appaga ancora prima di essere esaudito.
Si tratta dell’Africa? O non sono piuttosto i tuoi monti che riaffiorano attraverso quella maschera, facendo di lei una dea del vuoto e della visione?

Vous, mes amis, soyez gentils
Vous savez bien que l’on y peut rien
Même Paris crève d’ennui
Toutes ses rue me tuent

Se quelle mani, le mani che trattenevano il vuoto, si fossero avvicinate, se una contro l’altra avessero completato il gesto a cui erano chiamate, il tuo cuore, che batteva troppo forte, sarebbe scoppiato. Parigi ti avrebbe ucciso allora..

Et maintenant que vais-je faire
Je vais en rire pour ne plus pleurer
Je vais brûler des nuits entières
Au matin je te haïrai

Invece non è successo, non subito almeno. L’idolo vegliava sulle tue notti che erano mattine e sui tuoi giorni che erano notti, finché non ti sei consumato, bruciando piano come le tue sigarette.

Et puis un soir dans mon miroir
Je verrai bien la fin du chemin
Pas une fleur et de pleurs
Au moment de l’adieu

Alla fine, parlando al telefono con Giorgio Soavi: ” Ho fatto tutto il possibile per stare come sto” hai detto.” Ma tu chiama quando vuoi”.

Je n’ai vraiment plus rien à faire
Je n’ai vraiment plus rien

E io? Quando posso chiamarti?

 ( Grazie a Gilbert Becaud, André Breton e Giorgio Soavi  )

Annunci

  1. Monica, Monica! Hai deciso di strapazzare e far struggere il cuore di chi legge? Sempre in equilibrio su di un crinale dal quale, per fortuna, non corri il rischio di cadere.

    Comunque, neanch’io ho mai creduto a ‘sta storia delle maschere africane. Neanche per Picasso, figurati per Giacometti. Penso piuttosto che siano state “nuove” lettere dell’alfabeto, questo sì, per uomini rimasti molto affezionati alla propria lingua esitenziale.

  2. monicavannucchi

    Cara Lemmilde, prima o poi cadrò, lo so; ma dicono che cadere sia l’unico modo per imparare ad andare a cavallo, e io, vorrei tanto imparare!
    Sono confortata dal fatto che nemmeno tu abbia creduto alle maschere… e poi sulla Maschera, quanto ancora si potrebbe dire! buona notte, alla prossima!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: