La danza contemporanea: nascita di un progetto

Da Poetica della danza contemporanea di Laurence Louppe,
Contredanse, 1997, Bruxelles.

§.3
…D’altronde, la danza contemporanea ha ben altri enigmi da sbrogliare, per ciò che riguarda le proprie origini. Essa è nata, non dentro la danza, ma da una assenza di danza. I suoi numi tutelari, almeno quelli cui abbiamo avuto accesso storicamente come Dalcroze, non erano neanche dei danzatori, ma dei visionari, che scoprirono la danza sul cammino della propria ricerca. Nietzsche, spostando l’opposizione binaria di Schopenhauer, presentì un’arte senza rappresentazione, come la musica, che sarebbe stata a vantaggio di una volontà, un desiderio puro, senza immagine.
“Un volere senza fondo” dice La nascita della tragedia. A quel punto del pensiero occidentale, la danza, ma una danza assoluta, non riferita a uno stile esistente, appariva in un modo fantomatico, come sedimentazione nell’immaginario di un corpo possibile. O ancora, cosa che rimanda allo stesso concetto, sull’immagine di un corpo perduto (dionisiaco) dagli albori della civiltà. Bisogna rileggere il capitolo La danza ne “L’opera d’arte dell’avvenire” di Richard Wagner. La danza è vista come coinvolgimento dell’intero soggetto nell’atto. C’è la drammaturgia dell’essere, l’arte delle arti. Ma questa danza, Wagner lo sa, non esiste. Non se ne vede, sulla scena decadente e tristemente galante del balletto, che una derisoria caricatura, che egli stesso ha tenuto lontano dal suo concetto di ”dramma musicale”. Da cui la sua conclusione: ”La danza, arte da ammirare, arte da compatire”.
È dunque attraverso la doppia rappresentazione di una assenza e di una emergenza nello stesso tempo impossibile e desiderata, che viene elaborato questo contesto immaginario e sensibile, che non soltanto non potrà costituire una culla ma ancor meno una referenza genealogica per la danza contemporanea. Ma sarà piuttosto come l’aurora di un impensabile, attraverso il quale il corpo potrà reinventare la propria storia.
Nessuna altra modernità artistica conoscerà questa mancanza di retaggio, nel momento di filiazione di una data disciplina,non foss’anche che per rifiutarlo. ( continua )

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