La danza contemporanea: nascita di un progetto

Da Poetica della danza contemporanea  di Laurence  Louppe,

Contredanse, 1997, Bruxelles.

 

§.2

Ora, che cosa diceva questa nuova danza? Qualcosa di delicato e immenso contemporaneamente: l’azione, la coscienza del soggetto nel mondo. Questo è certamente l’obiettivo di tutte le arti. Ma è anche il limite estremo attraverso il quale la loro stessa matericità  può essere abolita. Tuttavia il danzatore non ha a disposizione altro supporto che quello che lo segnala, lo localizza soprattutto, come soggetto nel mondo: e il movimento di questo corpo come luogo di una procedura estrema di prossimità, senza altra proiezione verso un codice (verbale) già instaurato.
Per edificare un universo significante, un immaginario leggibile, il danzatore non dispone di niente  di esteriore o di supplementare alla materia di sé. Egli non modifica nulla, non si appropria di nulla  rispetto agli oggetti del mondo, pur entrando in relazione con essi.
La danza moderna sarà questa arte volontariamente deprivata. Perciò essa non ha tradizione, se non molto recente. È al contrario sul rifiuto di ogni tradizione che si elabora, per la prima volta nell’umanità, un gesto che non è trasmesso e che non riprende a sua volta i valori esemplari di un gruppo, ciò che sottolinea l’aspetto non soltanto artistico, ma antropologico, della rivoluzione contemporanea del corpo.
Una delle sue tradizioni, “l’unica vera tradizione” come dice  Carolyn Brown, la fedele partner di Merce Cunningham, “ è quella di ricominciare tutto a partire dalle proprie risorse”.
In danza contemporanea, non c’è che una sola e vera danza: quella di ognuno.

 

(Isadora Duncan ne “L’arte della danza”: “La medesima danza non può appartenere a due persone”)

 

Le tecniche contemporanee, (quanto sapienti e difficili da assimilare), sono prima di tutto degli strumenti di conoscenza per condurre il danzatore a questa eccezionalità. Il danzatore moderno o contemporaneo, non deve la sua teoria, il suo pensiero, il suo slancio, che alle proprie forze, e anche se certi comportamenti d’avanguardia (la performance  tra gli altri), hanno raggiunto la danza in questa assoluta coincidenza tra il soggetto e la sua opera, la danza ha questo di particolare: che essa secerne la propria materia e le modalità di elaborazione di questa materia, dalla stessa fonte  da cui è stata partorita. Qui, nessuna precedenza, nessuna legge già imposta. (continua)

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