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	<title>Monica Vannucchi's Blog</title>
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		<title>Tenere insieme</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 18:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monicavannucchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E se, per un momento ancora, io volessi tenere insieme i fili? Con gli occhi, le mani, i piedi; e un tempo che non mi è più dato. Un tempo antico che sta lì fermo e aspetta. Dove la carne è pietra; il legno è carne che respira appena. Un tempo per restituire al gesto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=monicavannucchi.wordpress.com&amp;blog=6062959&amp;post=1838&amp;subd=monicavannucchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2012/01/afrique-danse-afrique-104-copia1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1844" title="afrique danse afrique 104 copia" src="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2012/01/afrique-danse-afrique-104-copia1.jpg?w=225&#038;h=300" alt="" width="225" height="300" /></a>E se, per un momento ancora, io volessi tenere insieme i fili?</p>
<p>Con gli occhi, le mani, i piedi; e un tempo che non mi è più dato.</p>
<p>Un tempo antico che sta lì fermo e aspetta. Dove la carne è pietra; il legno è carne che respira appena.</p>
<p>Un tempo per restituire al gesto il suo regno.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/monicavannucchi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/monicavannucchi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/monicavannucchi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/monicavannucchi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/monicavannucchi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/monicavannucchi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/monicavannucchi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/monicavannucchi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/monicavannucchi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/monicavannucchi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/monicavannucchi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/monicavannucchi.wordpress.com/1838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/monicavannucchi.wordpress.com/1838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/monicavannucchi.wordpress.com/1838/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=monicavannucchi.wordpress.com&amp;blog=6062959&amp;post=1838&amp;subd=monicavannucchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un po&#8217; di danza in città</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 19:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monicavannucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache da questo mondo]]></category>
		<category><![CDATA[danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Ikea]]></category>
		<category><![CDATA[Metropolitana di roma]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2012/01/romemetro_alessandrocapotondi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1824 alignleft" title="RomeMetro_AlessandroCapotondi" src="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2012/01/romemetro_alessandrocapotondi.jpg?w=300&#038;h=201" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>Il punto l&#8217;ha scelto con cura. Percorrendo il corridoio con le spalle all&#8217;ingresso, si incontra uno spazio, poco prima della biforcazione che porta alle scale mobili e al parcheggio, dove il rumore dei treni non arriva e le voci della piazza domenicale zittiscono; un punto placido, che induce le persone a rallentare leggermente in entrambi i sensi di marcia. La donna ha messo proprio lì lo sgabello ikea che si è portata da casa, piazzandolo vicino a quella buffa parete che non comincia e non finisce, che sembra avvolgerti con una curva morbida dal pavimento al soffitto. Sgusci li chiamano, pare facilitino le operazioni di pulitura con i macchinari… insomma lo sgabello l&#8217;ha messo a terra e si è sistemata con tutte le sue cose: un cappello rovesciato, un metronomo, la giacca abbottonata sopra strati di maglie e di tute per non sentire il freddo. Non ha mica idea di quanto rimanere: chissà qual&#8217;è il tempo minimo per non fare brutta figura, un tempo al di sotto del quale andarsene sarebbe come arrendersi, scappare. Quindi si è seduta e ha cominciato con piccoli movimenti all&#8217;inizio, per provarne l&#8217;effetto, poi più coraggiosi: colpi secchi degli arti sul tronco, sulle cosce. Vuole capire se il dialogo con il metronomo funziona: lui scandisce tic toc, lei stock, paffpaff, schiaaff. Lui tic toc tic, lei paff, bum bum, crock. Oddio, si è fatta male, dentro la schiena qualcosa ha ceduto, adesso mi blocco, pensa. Prova ad allungarsi, respira, si stira e intanto la gente passa e la guarda di striscio, qualcuno ridacchia.</p>
<p>Chissà perché questa qui non fa qualcosa di normale, tipo suonare uno strumento o vendere delle borse Guccifendiprada… Cosa ci fa in questo posto una signora di una certa età, determinata a percuotersi ritmicamente, a flagellarsi come una penitente. Lei non li vede bene, intenta com&#8217;è a concentrarsi sui propri gesti che devono essere precisi, puliti, impeccabili. Nel campo visivo ha solo il mosaico di piastrelle colorate che curva in alto e si scontra a destra e sinistra con due enormi pubblicità. E ai confini di questo schermo, dove si infilano sfocate scie dei suoi stessi movimenti, si muovono anche confusamente ombre di  altri corpi; ma sentirli li sente, eccome, ondate di passi, di indifferenza o curiosità. Una coppia di  giovani fidanzati &#8211; Che bello, un po&#8217; di danza in città!- dice il ragazzo e sciamano via. Poi tornano e gettano qualche soldo nel cappello. La donna dello sgabello si interrompe, li guarda e allunga loro una banconota da cinquanta &#8211; Mi andresti a comprare una pila per il metronomo? la mia si è scaricata- dice agli sbigottiti ragazzini. &#8211; Ma che, ti fidi? -  Sì certo, mi fido -</p>
<p>Il fidanzato corre via con la fidanzata in una mano e i cinquanta euro nell&#8217;altra. Il mosaico di piastrelle è vivido, con i suoi colori tende e ritma i movimenti di lei al posto del metronomo e così riprende a danzare, braccio destro sulla coscia destra, pugno destro contro lo sterno, mano sinistra con le dita tese schiaccia il torace, tocca la spalla, fende l&#8217;aria e cala sulle costole, sbam. La gente rallenta indecisa, allora lei ci dà dentro, picchiando con più convinzione, suona la sua batteria di ossa, sangue e carne, cercandone i pieni e i vuoti per cavarne fuori i contrasti e gli accordi. Ogni tanto qualcuno lancia una moneta, ma non disturba, perché anche il cappello è stato scelto con cura, per attutire il rumore. Tornano i ragazzini con il resto e una ricarica per il metronomo, lui dice timidamente che studia arte circense &#8211; Allora ciao &#8211; aggiunge. &#8211; Ciao, grazie &#8211; dice la donna dello sgabello. Tic toc, tic, toc. Sente le braccia sempre più pesanti, le mani le sanguinano po&#8217;, le cosce bruciano. Quanto tempo sarà passato, un&#8217;ora, forse due. Non ce la fa più, si alza, raccoglie le sue cose e si incammina.</p>
<p>- Hai finito per oggi?- le chiede un piccolo indiano che vende Guccifendiprada, proprio di fianco a lei, davanti al cartellone pubblicitario.Sì, lei ha finito, per oggi. &#8211; Sono tutta rotta, vado a casa- dice. Lo sguardo di lui è liquido e dolce, pieno di comprensione &#8211; Mmh, eh già. Buon riposo!- le augura, mentre la donna con lo sgabello ikea esce nella luce rosata del crepuscolo romano.</p>
<p><em>Dedicato alla mia amica P.</em></p>
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		<title>The show must go on?</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 18:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monicavannucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Jérôme Bel]]></category>
		<category><![CDATA[Lutz Förster]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto ci si ritrova nostro malgrado prigionieri. Da qualche tempo un affollarsi eccessivo di temi e pensieri  sta rallentando la mia presenza qui&#8230; Ho bisogno di guardarmi dentro e di prendere una piccola pausa. Credo che capirete. Intanto vi lascio in compagnia di Jérôme Bel ( sopra una foto da The show must go on) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=monicavannucchi.wordpress.com&amp;blog=6062959&amp;post=1808&amp;subd=monicavannucchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/12/jb3-jerome-bel.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1812" title="jb3 Jerome Bel" src="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/12/jb3-jerome-bel.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /><br />
</a></p>
<p>Ogni tanto ci si ritrova nostro malgrado prigionieri. Da qualche tempo un affollarsi eccessivo di temi e pensieri  sta rallentando la mia presenza qui&#8230; Ho bisogno di guardarmi dentro e di prendere una piccola pausa. Credo che capirete. Intanto vi lascio in compagnia di <strong>Jérôme Bel</strong> ( sopra una foto da <em>The show must go on</em>) e del suo lavoro con e su <strong>Lutz Förster</strong>, storico e fedele interprete di Pina Bausch.  Enjoy!<strong></strong></p>
<p><a href="//www.youtube.com/embed/ZrWlUUbOS_A&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;" target="_blank"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://monicavannucchi.wordpress.com/2011/12/08/the-show-must-go-on/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ZrWlUUbOS_A/2.jpg" alt="" /></a></span></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/monicavannucchi.wordpress.com/1808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/monicavannucchi.wordpress.com/1808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/monicavannucchi.wordpress.com/1808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/monicavannucchi.wordpress.com/1808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/monicavannucchi.wordpress.com/1808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/monicavannucchi.wordpress.com/1808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/monicavannucchi.wordpress.com/1808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/monicavannucchi.wordpress.com/1808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/monicavannucchi.wordpress.com/1808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/monicavannucchi.wordpress.com/1808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/monicavannucchi.wordpress.com/1808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/monicavannucchi.wordpress.com/1808/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/monicavannucchi.wordpress.com/1808/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/monicavannucchi.wordpress.com/1808/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=monicavannucchi.wordpress.com&amp;blog=6062959&amp;post=1808&amp;subd=monicavannucchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Umano, troppo umano</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 19:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monicavannucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[danza contemporanea]]></category>
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		<category><![CDATA[A. Balanescu]]></category>
		<category><![CDATA[Dopo la battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[P. Bausch]]></category>
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		<description><![CDATA[Sfilacciare la sintassi del gioco teatrale fino al punto che poco o nulla ne rimanga. Sfrangiare, allargare lo spazio tra l’ordito e la trama di una drammaturgia, fino ad avere in mano più buchi che stoffa; ma in quelle voragini inseguire la poesia. Questo sembra cercare Pippo Delbono con il suo ultimo lavoro intitolato Dopo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=monicavannucchi.wordpress.com&amp;blog=6062959&amp;post=1792&amp;subd=monicavannucchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/11/dopo-la-battaglia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1794" title="Dopo la battaglia" src="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/11/dopo-la-battaglia.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Sfilacciare la sintassi del gioco teatrale fino al punto che poco o nulla ne rimanga. Sfrangiare, allargare lo spazio tra l’ordito e la trama di una drammaturgia, fino ad avere in mano più buchi che stoffa; ma in quelle voragini inseguire la poesia. Questo sembra cercare <strong>Pippo Delbono</strong> con il suo ultimo lavoro intitolato <strong><em>Dopo la battaglia</em></strong>.</p>
<p>Malinconico, come solo certi artisti del circo sanno essere e delicato, con un tocco che pare sfiorarti appena ma in realtà ti strappa il cuore, alla Boris Vian.</p>
<p>Pippo Delbono in scena si circonda di uomini e donne che hanno molto vissuto e che ora, con  umiltà, generosità e grazia condividono con il pubblico quel che rimane loro.</p>
<p>E poi di voci registrate, evocatrici  di ricordi; di frammenti di filmati sgangherati che testimoniano pezzi di vita familiare (la madre) o sociale (gli immigrati, i carcerati, i matti).</p>
<p>Questa variegata compagine di materiali e di tipi umani sembra proprio necessaria sulla scena, perché Delbono rimane nell’ombra, acquattato in un angolo o in controluce, con la sua silhouette non proprio impeccabile (glielo dice anche la mamma, che è ingrassato!) a respirare nel microfono, a spremere brandelli di testi da Kafka, da Merini (bellissimo), Pasolini, Rilke e altri; riscritti e rimasticati, restituiti come incarnati dalla sua magnifica voce e poi subito messi da parte, passando ad altro.</p>
<p>E mentre lui flirta con la solitudine e con il dolore, nell’anonimato di un grigio stanzone quadrato sfila in ordine sparso questo campionario del genere umano. Ognuno fa il suo numero, ognuno ha la sua parte nella vita e sul palco, ma sono lì soprattutto per ribadire di esistere, per ricordarci la forza semplice dell’esistenza.</p>
<p>Sì, ci sono moltissime citazioni dal teatro della grande Bausch, alcune evidenti, altre più segrete. E ci sono l’opera lirica, il cabaret, il café-chantant, il violino struggente e magnifico di <strong>Alexander Balanescu</strong>, qui quasi un alter ego del regista stesso.</p>
<p>Da un certo momento in poi non ci domandiamo più che cosa stiamo vedendo, perché non ha più nessuna importanza. Delbono ci conduce per mano dentro alla propria angoscia esistenziale e noi sappiamo subito che è anche la nostra; quel grigio e quel nero sono le sue paure, pensiamo, e sono proprio uguali alle nostre. <em>Dopo la battaglia</em> è uno spettacolo commovente e necessario.</p>
<p><strong><em>Dopo la battaglia</em></strong>, <em>di Pippo Delbono</em></p>
<p><em>Compagnia Pippo Delbono</em></p>
<p><em>Musiche originali di Alexander Balanescu</em></p>
<p><em>Scene di Claude Santerre</em></p>
<p><em>Costumi di Antonella Cannarozzi </em></p>
<p><em>Luci di Robert John Resteghini</em></p>
<p><em>Al teatro Argentina, Roma, 10 novembre 2011 </em></p>
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			<media:title type="html">Dopo la battaglia</media:title>
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		<title>Pina al cinema</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 21:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monicavannucchi</dc:creator>
				<category><![CDATA[danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Muse ispiratrici]]></category>
		<category><![CDATA[C. Morganti]]></category>
		<category><![CDATA[Café Müller]]></category>
		<category><![CDATA[D. Mercy]]></category>
		<category><![CDATA[Kontakthof]]></category>
		<category><![CDATA[Le Sacre du Printemps]]></category>
		<category><![CDATA[M. Airaudo]]></category>
		<category><![CDATA[P. Bausch]]></category>
		<category><![CDATA[Paris Texas]]></category>
		<category><![CDATA[Teatrodanza]]></category>
		<category><![CDATA[W. Wenders]]></category>

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		<description><![CDATA[I cinefili mi perdoneranno se per una volta mi avventuro a parlare di un film; ma in questo caso si tratta di un’eccezione perché il lavoro in questione è il tanto atteso, qui in Italia, Pina di Wim Wenders. Dunque l’opera di un regista tedesco, uomo, sull’artista tedesca, donna, che ha siglato il teatro del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=monicavannucchi.wordpress.com&amp;blog=6062959&amp;post=1771&amp;subd=monicavannucchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/11/pina-immagini-del-documentario-di-wim-wenders-4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1781" title="Pina-immagini-del-documentario-di-Wim-Wenders-4" src="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/11/pina-immagini-del-documentario-di-wim-wenders-4.jpg?w=300&#038;h=151" alt="" width="300" height="151" /></a></p>
<p><span style="color:#ff00ff;">I cinefili mi perdoneranno se per una volta mi avventuro a parlare di un film; ma in questo caso si tratta di un’eccezione perché il lavoro in questione è il tanto atteso, qui in Italia, <strong><em>Pina</em></strong> di <strong>Wim Wenders</strong>. Dunque l’opera di un regista tedesco, uomo, sull’artista tedesca, donna, che ha siglato il teatro del Ventesimo secolo, riscrivendone letteralmente le regole. E fin dall’inizio risulta chiaro come la tematica dell’eterno cercarsi e mai veramente trovarsi  tra uomini e donne di oggi, sia stata per la Bausch così prepotente da risultare  quasi “assoluta”.</span></p>
<p><span style="color:#ff00ff;">Il lungometraggio doveva essere un film pensato e realizzato con Pina, gli eventi hanno voluto che diventasse un film <em>per</em> Pina. In questo senso la scelta finale di realizzare un <em>mémoir</em>e penalizza a mio parere la possibilità di documentare dall’interno il processo creativo della coreografa che ha inventato il <em>Tanztheater</em>.<br />
</span></p>
<p><span style="color:#ff00ff;">Sullo schermo vediamo figurine color pastello sfilare in fila indiana sull’orlo di un cratere o sul bordo di una cava, sullo sfondo le luci tenere forse di un’alba; insolite sequenze gestuali intrise di pathos accompagnano ritmicamente queste <em>proménade </em>antinaturalistiche, che  nel film fanno da cesura tra i  pezzi  più famosi e amati. Coreografie che oggi sono pietre miliari del Novecento come <em><strong>Le</strong> <strong>Sacre du Pri</strong></em><strong><em></em><em>ntemps </em></strong>(1975) o<strong><em> Café Müller</em></strong> (1978); <a href="http://monicavannucchi.wordpress.com/2011/05/10/visti-e-presi/"><strong><em>Kontakthof</em></strong></a> (1978) o <strong><em>Vollmond</em></strong> (2006) sono intervallate da queste  famosissime passerelle, ma anche da una carrellata di intensi primi piani dei danzatori che hanno preso parte al film: presenze storiche come Malou Airaudo e Dominique Mercy o più giovani come l’italiana Cristiana Morganti, sono tutti inquadrati mentre pensano e ricordano la Bausch e ne sentiamo le voci, in molte lingue, dire piccole cose che riguardano il proprio personale e privatissimo rapporto con lei. Sembra Bill Viola, invece è il 3D.</span></p>
<p><a href="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/11/pina_bausch.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1783" title="pina_bausch" src="http://monicavannucchi.files.wordpress.com/2011/11/pina_bausch.jpg?w=300&#038;h=196" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p><span style="color:#ff00ff;">Così, dovrei dire che la vera forza di <strong><em>Pina </em></strong>consiste in realtà nell’avere sviluppato le possibilità finora offerte ai cineasti da questa nuova tecnologia, e averle applicate per la prima volta alle riprese di danza. Il che è senz’altro vero se si guarda al potenziamento delle sfumature dei movimenti, alla messa in luce di dettagli che prima la telecamera non restituiva, appiattendo, come è noto, la ricchezza espressiva del corpo in movimento. Ma, non so; questa immersione nella tridimensionalità a tal punto che sembra veramente di essere dentro lo schermo con gli interpreti, in alcuni momenti è eccessiva, oserei dire quasi iperrealista. Forse non siamo ancora abituati, ma mi sembra che si perda la sottile, delicatissima poesia, alle volte molto intima, che le coreografie della Bausch sapevano creare e dilatare in quegli immensi paesaggi che costruiva in scena. E penso anche a certe inquadrature di <strong><em>Paris, Texas </em></strong> di Wenders, così struggenti anche senza il 3D.</span></p>
<p><span style="color:#800080;"><em>Pina di Wim Wenders, al Festival Internazionale del Film di Roma, 31 ottobre 2011, tra poco nelle sale con la distribuzione di BIM</em></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/monicavannucchi.wordpress.com/1771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/monicavannucchi.wordpress.com/1771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/monicavannucchi.wordpress.com/1771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/monicavannucchi.wordpress.com/1771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/monicavannucchi.wordpress.com/1771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/monicavannucchi.wordpress.com/1771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/monicavannucchi.wordpress.com/1771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/monicavannucchi.wordpress.com/1771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/monicavannucchi.wordpress.com/1771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/monicavannucchi.wordpress.com/1771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/monicavannucchi.wordpress.com/1771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/monicavannucchi.wordpress.com/1771/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/monicavannucchi.wordpress.com/1771/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/monicavannucchi.wordpress.com/1771/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=monicavannucchi.wordpress.com&amp;blog=6062959&amp;post=1771&amp;subd=monicavannucchi&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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