Riti di purificazione

Lee Miller e Susanne Linke a confronto

 

1945. Lee Miller è a Monaco al seguito delle truppe alleate, come corrispondente di guerra. Con la sua macchina fotografica, una Rolleiflex, cattura momenti cruciali, dallo sbarco in Normandia agli orrori dei campi di concentramento; guarda e ritrae, con lo stesso occhio vigile e limpido, le cataste di cadaveri nudi di Dachau e le spoglie della figlia del borgomastro di Lipsia, bella come una statua del Canova, che si è data la morte all’entrata degli alleati in città, vestita di tutto punto con tanto di svastica sulla manica del cappotto.

Lee fotografa e scrive per Vogue, patinata rivista di moda dedicata alla high society americana, che tuttavia non si sottrae al compito di informare i propri lettori su quanto sta accadendo in Europa. Per quella testata Lee, dotata di una bellezza sofisticata, è stata anni prima modella, icona di stile ed eleganza. Donna bizzarra e caparbia, artista innovativa, costruisce la propria vita attraverso una serie di apparenti incongruenze, come quella di volere ottenere a tutti i costi l’incarico di testimoniare, al seguito dell’esercito americano, le atrocità incomprensibili del nazismo.

Lee in Hitler's bathtub, 1945

Questa foto, scattata da Dave Sherman in Prinzregentenplatz  27, la mostra mentre si concede un bagno, il primo da giorni probabilmente, nella vasca dell’appartamento di Hitler, gli scarponi d’ordinanza abbandonati sul tappetino, la tuta su uno sgabello. Alle sue spalle un ritratto del Führer; a destra quasi in primo piano, una piccola scultura, un nudo femminile con un braccio mollemente incrociato sopra il capo, il palmo della mano verso l’alto, come a proteggersi.
Lee con un lieve sorriso sulle labbra non guarda in macchina, ma sembra pensare a qualcosa che le procura una sottile soddisfazione, il braccio destro a coprire il seno mentre si strofina la schiena.
L’immagine testimonia ancora oggi il gesto sensazionale e purificatorio di una donna senza inibizioni o falsi pudori.

Susanne Linke im bade wannen, 1980

1980. Una giovane danzatrice tedesca, elegante e bella della stessa bellezza aristocratica di Lee, crea un assolo che la renderà famosa, in cui duetta con una pesante vasca da bagno in ghisa. Siamo agli inizi di quel fenomeno artistico che verrà etichettato come Tanztheater; Susanne Linke e gli artisti della sua generazione ripensano il passato, ne dissotterrano le radici e rifiutano la politica della rimozione, rendendo omaggio ai Maestri espressionisti del primo Novecento e alla cosiddetta Danza libera. Ma con questa coreografia la Linke va oltre: compie un atto di coraggio, che richiede potenza e tenerezza, muscoli e cuore. Trasforma in un rito il gesto quotidiano di una casalinga in odor di femminismo, portando in scena un oggetto dell’intimità, dal chiaro valore simbolico.
Le forti braccia nude aggrappate al bordo della vasca, si spinge lontano e si riavvicina, si protende e si abbandona in un rincorrersi di linee dinamiche ora fluide ora nette, capaci di sprigionare scintille di ambigua sensualità.

Due donne fuori dagli schemi, disinibite atlete della trasgressione, capaci di concedersi il piacere non per il banale gusto di épater le bourgeois ma per onestà intellettuale.

  1. sergiogarufi

    Bellissimo pezzo Monica, hai una scrittura limpida e sorgiva, sembra acqa di fonte. Il viso di Lee è un ovale purissimo, anche per lei credo si potrebbe parlare di fattezze canoviane, e il Canova per me non è gelida astrazione, bensì realtà sublimata. Il parallelo con la danza della vasca da bagno è magnifico. La foto di Lee la conoscevo ma la danza della vasca mi era del tutto ignota. Informandomi su di te su Google ho scoperto che insegni danza, devi essere un’ottima maestra. Ah, en passant, sono bellissimi anche i due pezzi su Giacometti, altra mia grande passione, mi piacerebbe che avessero una maggior visibilità.

    • monicavannucchi

      Sono lusingata, Sergio, mi sa che hai esagerato!
      Quanto alla visibilità, sono una debuttante(attempata!) della rete perciò credo di dovere avere un po’di pazienza… e capire meglio come funziona il meccanismo. Se hai saggi consigli da darmi… benvengano!

  2. sergiogarufi

    non ho esagerato, sei proprio brava monica, è bella la tua scrittura, è bello l’accostamento fra le 2 storie. poteva essere n episodio fortunato, per cui sono andato a leggermi i pezzi su giacometti, e lì ho avuto la conferma della tua bravura, oltre che del fatto che abbiamo molte passioni comuni. non ho saggi consigli da darti, ma se mi viene in mente qualche suggerimento pratico te lo comunicherò.

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